Penso alla famiglia come ad un sistema che passa attraverso diverse fasi, accompagnate dalla creazione di nuovi equilibri, dalla modificazione dei bisogni e delle aspettative di tutti i componenti del sistema.


Il passaggio da una fase all’altra può portare delle “crisi di transizione“; è più facile in questi momenti che si manifestino delle problematiche a carico di un membro della famiglia, dei conflitti, delle incomprensioni. Questo perché la transizione prevede dei cambiamenti, delle sfide, la necessità di modificare alcuni comportamenti e adottarne di nuovi.


Non è facile, si può perdere la bussola e si possono innescare così delle reazioni disfunzionali, delle dinamiche faticose e inefficaci, dei vissuti emotivi dolorosi. Spesso si possono sviluppare dei veri e propri sintomi (…pensiamo all’ansia, alle malattie psico-somatiche, ai disturbi alimentari, alla depressione).

Molto spesso la famiglie trova in sé delle risorse e delle energie per affrontare la sfida evolutiva e superare la crisi. In altre situazioni la famiglia può chiedere aiuto, farsi accompagnare in questo processo di cambiamento.

Nella mia esperienza aiutare una coppia di genitori a comprendere cosa succede nella relazione coi loro figli, li aiuta a attribuire un significato ai comportamenti spesso incomprensibili e a trovare delle strategie relazionali più efficaci; li aiuta inoltre a sentirsi supportati in un compito difficilissimo e delicatissimo come quello del genitore e a elaborare i vissuti emotivi dolorosi legati all’impotenza, alla rabbia, alla squalifica, tipici delle relazioni altamente conflittuali. I genitori, ricaricati, si sentono pù sereni, efficaci, comprensivi e padroneggiano meglio la relazione coi loro figli.


Vi propongo due percorsi di supporto alla famiglia: il sostegno alla coppia genitoriale e la terapia familiare

SOSTEGNO

ALLA GENITORIALITA'

I percorsi psicologici di sostegno alla genitorialità 

si prefiggono di supportare i genitori nel loro ruolo, di promuovere la consapevolezza dell’importanza di tale compito e di accrescere e rafforzare le competenze educative ed emotive dei genitori stessi. Tutto ciò passa attraverso una maggiore comprensione del figlio (i suoi bisogni, le sue paure, il suo modo di comunicare, la sua patologia), di se stessi e della relazione con lui e una riflessione sugli atteggiamenti educativi e comunicativi messi in gioco nel rapporto. Con tali premesse sarà possibile quindi anche ripensare a nuove modalità di comportamento, di espressione e confronto con i propri figli.


I percorsi di sostegno alla genitorialità sono destinati:

qualsiasi genitore per migliorare la relazione con i figli, le dinamiche familiari e la crescita di ogni membro della famiglia

a genitori con figli portatori di specifiche problematiche psico-fisiche ( DSA, Adhd, Dipendenza, Disturbi Alimentari, Comportamento Disregolato...)

LA TERAPIA FAMILIARE

La famiglia è composta da più persone legate tra loro da vincoli

biologici, affettivi, relazionali, in cui ognuno interagisce con l’altro creando un proprio modo di essere. Il nucleo familiare è il fondamento di base di ogni organizzazione sociale, che in continuo movimento con la storia e la società delinea tratti dei soggetti che vi appartengono. E’ la matrice dell’identità, oltre che il luogo della trasmissione culturale di valori, tradizioni, motivazioni, durante tutto il ciclo vitale dell’individuo. Pertanto, è sottoposta a continui cambiamenti interni ed esterni, che deve affrontare pur mantenendo la sua continuità e accomodandosi alla società in trasformazione. Il sistema famiglia sostiene i suoi membri, che affrontano, quotidianamente, situazioni nuove e spesso difficili e quando la famiglia non riesce ad attuare il cambiamento e si blocca ad una tappa del ciclo vitale, interrompendone l’evoluzione, possono nascere problemi. (Minuchin, 1976)

La terapia familiare è l’approccio psicoterapeutico che lavora con tutta la famiglia sulle crisi evolutive legate al ciclo di vita familiare al fine di migliorare il funzionamento della famiglia in toto ed apportare il benessere al singolo soggetto.

Le indicazioni per la terapia familiare sono rappresentate da tutte quelle situazioni (crisi di rapporti, disarmonie relazionali, etc.) che sono causa di sofferenza per tutta la famiglia o dove sono presenti bambini o adolescenti con comportamenti anomali, con problematiche relazionali, iperattività, ansia, fobia, varie forme di dipendenza.


Metodologia

La terapia familiare si differenzia da altri dispositivi clinici per diversi aspetti: il setting, la conduzione, la durata.

Nella terapia familiare il paziente è l’intera famiglia, cioè il sistema di apparteneza della persona portatore di un disagio psichico, può includere la famiglia di origine, i nonni, gli amici. E’ il terapeuta a convocare di volta in volta le persone che ritiene utili per il percorso clinico.

La terapia familiare si definisce una terapia breve-lunga, con questa definizione si sottolinea la durata breve complessiva del trattamento clinico, con delle cadenze lunghe. Le sedute di terapia familiare sono bisettimanali all’inizio, per poi diventare mensili in una fase conclusiva della terapia. Ogni seduta dura un’ora e mezza.